Poli sfrutta la CO2 per produrre energia

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Nei punti vendita Poli la parola d’ordine è risparmio energetico. Il caso eccellente è l’ultima tecnologia che il gruppo sta mettendo a punto per ricavare energia dalla CO2, non solo per la refrigerazione ma anche per il riscaldamento e il raffrescamento: per questo studiosi da tutta Europa vengono a visitare gli impianti.

centrale co2

CO2 come refrigerante naturale: una ri-scoperta

L’uso dell’anidride carbonica come refrigerante non è una novità. La CO2 è stata impiegata a partire dal 1850 e il suo utilizzo ha raggiunto il picco massimo tra il 1920 e il 1930. Negli anni ’30 furono scoperti i Clorofluorocarburi (CFC) e gli Idro-Clorofluorocarburi (HCFC), considerati refrigeranti più comodi, perché semplici da gestire, e così l’uso dell’anidride carbonica si ridusse progressivamente. Ha poi subìto una rivalutazione negli anni ’90, in seguito all’evidenza scientifica dell’impatto globale dei refrigeranti sintetici: col passare degli anni, infatti, le restrizioni sull’uso di HCFC e CFC volte a limitare l’assottigliamento dello strato di ozono (Montreal, 1987) e a contenere l’immissione nell’atmosfera di gas serra (Kyoto, 1999), insieme con lo sviluppo di componenti idonei al funzionamento di impianti con elevate pressioni, hanno riproposto l’anidride carbonica come uno dei refrigeranti naturali più interessanti, che si candida, anzi si ri-candida, per essere largamente utilizzato in futuro.

La sperimentazione: il nuovo negozio di Ponte Arche (TN)

L’apertura del negozio di Ponte Arche ha dato a Poli la possibilità di testare la nuova soluzione, con la prospettiva, in caso di buon esito della sperimentazione, di estendere l’utilizzo di CO2 a tutti i punti vendita del gruppo. Un’idea piuttosto ambiziosa perché per la prima volta in Italia l’impiego della CO2 non è relativo solo alla refrigerazione, ma anche al raffrescamento e al riscaldamento dei punti vendita.

Fin dall’inizio abbiamo appreso che lo scenario poteva essere sfidante e impegnativo – afferma Mauro Poli, Direttore del Gruppo. – Non tutto il mondo è maturo per utilizzare impianti di questo tipo e talvolta è difficile reperire la componentistica necessaria, proprio per le specificità richieste e la conoscenza ancora piuttosto scarsa di chi opera nel settore. Inoltre, da alcuni studi, pare che gli impianti refrigeranti con gas naturali diano risultati migliori laddove le temperature esterne sono basse; all’aumentare della temperatura esterna l’impianto, a parità di resa, tende ad essere meno performante e a perdere in efficacia energetica. Ma, grazie alla partnership con fornitori eccellenti quali Real Time ed Enex, siamo riusciti a superare perfettamente la sfida entro la fine dello scorso anno.

Centrale Co2_02L’innovatività del progetto non rimanda tanto al funzionamento in sé delle apparecchiature, peraltro molto simili a quelle tradizionali, quanto piuttosto ai benefici ambientali e al risparmio energetico conseguibile grazie all’utilizzo di CO2 che, in linea teorica, dovrebbe aggirarsi attorno al 30% – 40%.
Nel nuovo punto vendita si stanno già raccogliendo i dati per misurare i risultati ottenuti in termini di risparmio energetico, grazie a un sistema di monitoraggio messo a punto da un gruppo di ingegneri proveniente da Danimarca e Svezia.
Attualmente gli impianti che funzionano a CO2 sono 5, che diventeranno 7 oppure 9 entro il 2015.
A presto per i risultati!

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