Italina e Paolo ci raccontano la sostenibilità dei Coop Superstore di Trento e Rovereto

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Oggi siamo andati a parlare con Italina Truzzi, Direttore generale dei Coop Superstore e Paolo Bragagna Responsabile del Coop Superstore di Rovereto. Ci hanno raccontato l’evoluzione dei due negozi e dell’attenzione alla sosteniblità che hanno dimostrato fin dal principio. I due Coop Superstore hanno 12 anni Trento e 10 anni Rovereto e sono nati in un momento in cui la tematica ambientale non era così presente come oggi. Poi nel tempo le cose si sono evolute, anche in relazione ad una necessita di rinnovamento, seppur graduale.Immagine 007
All’epoca, ci spiega Italina, non c’erano tutte le soluzioni più avanzate da un punto di vista tecnologico per la difesa e per la tutela dell’ambiente: i pannelli solari per esempio non c’erano ancora, ma entrambi i negozi hanno iniziato fin da subito buone pratiche quali la raccolta differenziata. I Superstore sono punti vendita a marchio Coop che si riconoscono nella missione di promozione della politica ambientale che Coop ha sempre condotto nel tempo.

È giusto ricordare che Coop è stata, prima pioniera e successivamente maestra, nei confronti della salvaguardia ambientale, infatti già nel 1995 aveva definito i 10 criteri fondamentali da seguire per la sostenibilità ambientale. Ha dato un grosso contributo perché il tema venisse sviluppato sia all’interno della grande distribuzione sia all’interno delle filiere della produzione, realizzando packaging diversi e sostenibili per esempio. Ha da sempre sfruttato il suo potere di acquisto nei confronti dei fornitori per agire quindi a monte della distribuzione.

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Negli ultimi anni nei punti vendita è stata inserita la vendita sfusa di detersivi, sono state attivate piccole esperienze di progetto sulla frutta secca, sul vino sfuso testando sempre la risposta del cliente, cercando di capire quali prodotti si prestano di più a questo tipo di approccio. Le attenzioni sono state riposte sulla scelta dei materiali di confezionamento: shopper biodegradabili, compostabili.
L’anno scorso al Superstore di Rovereto sono stati sostituiti i banchi refrigerati di latticini salumi e surgelati, con un risparmio di dispersione di freddo e di elettricità. Ci sono innovazioni tecnologiche che oramai sono date per scontate in quanto risalgono a date meno recenti, come per esempio la presenza nei punti vendita di lampadine a led o a basso consumo, l’assenza di gas nocivi. E, man mano che si ristrutturano i punti vendita (che oramai hanno più di 10 anni) si fanno scelte più sostenibili ed ecocompatibili.Coop ha lavorato su certificazioni importanti, per esempio il legno proposto nell’arredo è certificato FSC e attesta una tutela nel disboscamento e nella deforestazione.

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Noi oggi diamo quasi per scontato che i banchi frigo siano chiusi, ma all’inizio, ci spiega Paolo, hanno avuto le loro difficoltà, i clienti erano abituati ad avere tutto aperto ed è stato difficile far fare loro accettare questo cambiamento. Ma, con l’aiuto di una buona comunicazione, che sottolineava i benefici nella chiusura del frigo e l’accompagnamento da parte dei loro addetti, i clienti hanno iniziato ad apprezzare la cosa, anche perché le corsie non erano più così fredde e il cambiamento è stato compreso ed appoggiato. Sono momenti che si superano, quando la convinzione c’è, conclude Italina.
Per quanto riguarda gli acquisti da parte dei consumatori, Coop ha giocato in modo forte sull’assortimento con il marchio Vivi Verde coop che è il prodotto sostenibile e compatibile per eccellenza: ha caratteristiche di biologico a livello alimentare ed ecologico a livello di non food.
La cosa che colpisce è la forte attenzione sulla scelta dei fornitori sia a livello del marchio Coop che di Vivi Verde. Coop collabora con i grandi fornitori per trovare soluzioni che possono essere le migliori possibile. Questa è un’alleanza che porta benefici soprattutto ai consumatori che si trovano ad avere un’eccellente salubrità negli alimenti, non avere OGM, oppure anche avere la garanzia, per esempio, della salvaguardia dei delfini nella pesca del tonno a marchio Coop. Quindi si arriva a dare priorità al rispetto dell’ambiente e poi l’aspetto economico!
I fornitori conoscono la filosofia di Coop e sanno che per essere scelti devono rispettare rigorosi criteri di selezione sulla salubrità, sull’imballaggio etc.. per ognuno di essi c’è un capitolato specifico che viene stabilito di comune accordo e che prevede verifiche continue durante l’intero periodo di durata del contratto.
I consumatori poi lo apprezzano, sono pronti a capire questo grande impegno che c’è dietro il marchio Coop e lo premiano con una fiducia sempre in crescita. I marchi Coop e Vivi Verde poi hanno investito molto sul piano della comunicazione e sul piano promozionale per offrire ai clienti una vasta offerta di prodotti ed inoltre, nei volantini c’è sempre una presenza significativa anche dei prodotti Vivi Verde. Sia il Superstsore di Trento che quello di Rovereto hanno sviluppato un’area, un isola dedicata a mettere in evidenza la proposta Vivi Verde e il biologico fresco con il prodotto di ortofrutta.
Coop ci tiene molto che si sviluppi informazione e formazione nei confronto del cittadino, ha favorito la sensibilizzazione e l’orientamento dei clienti e soprattutto per il marchio Vivi Verde ha fatto comprendere perché il prezzo a volte è più alto. Acquistare un prodotto ecologico e biologico con prezzo più elevato significa che devi avere consapevolezza nell’acquisto. Credere nel Marchio Ecoacquisti è stato quindi naturale, visto che le attenzioni ambientali del marchio Coop erano già molto radicate nel gruppo. Ha sicuramente favorito la consapevolezza dei clienti nei confronti degli imballaggi, per esempio, il criterio “scarta tutto dopo le casse” al SuperStore di Trento sud funziona: le persone scartano il prodotto e lasciano gli imballaggi.

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Purtroppo, in questi periodi ci sono pochi fondi per promuovere il marchio ed ora più che mai, le aziende devono essere aiutate. Per far dei passi avanti è necessario coinvolgere la produzione e fare investimenti che i punti di vendita si possono permettere solo in fase di apertura, altrimenti possono farlo piano piano in base alle proprie capacità economiche.
Quello che pesa in modo pesante sulle imprese ora è la TARES per esempio, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti, che va ad incidere sul budget e quindi va a togliere risorse che potrebbero essere dedicare a progetti, frena la capacità di investimento su fronti importanti come la possibilità di innovare la propria tecnologia interna finalizzandola ad una tutela dell’ambiente maggiore. Inoltre, in merito alle procedure per lo smaltimento dei rifiuti, la GDO se ne è sempre dovuta occupare da sola, l’ente pubblico potrebbe fornire degli aiuti per le soluzioni da praticare.
Siamo in fase di empasse su una rete che ha la sua storia. Ecoacquisti chiede un impegno alla GDO e quindi ci deve essere qualcosa, qualcuno che aiuti a portare avanti progetti con passi un po’ più concreti rispetto a quelli attuali anche se comunque si sta già provando a fare qualcosa. È necessario consolidare la pubblicità, l’informazione e la formazione portare avanti in maniera forte le scelte fino ad ora già prese. Favorire la consapevolezza dei piccoli tramite le attività di educazione ambientale nelle scuole è un forte obiettivo da portare avanti. Fornire formazione sulla lettura dell’etichetta: cosa contiene, come si usa, come smaltirlo, come deve essere diviso l’imballaggio. La gente chiede dei prodotti con imballaggi leggeri perché anche loro poi devono differenziare. Il cliente è ora informato o se non lo è, chiede di esserlo!
Concludiamo l’intervista con una considerazione: il marchio Coop garantisce una qualità molto alta già a partire dai fornitori, spendo poco e so che sono tranquillo perche ho la qualità che a volte addirittura è maggiore delle grandi marche! Grazie a Italina e Paolo per il prezioso tempo che ci hanno dedicato e usciamo da questa intervista con una consapevolezza in più: i prodotti Coop sono preziosi!

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