Apparecchiature elettroniche più sostenibili

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Una nuova metodologia sviluppata dal centro di ricerca interno alla Commissione Europea (Joint Research Centre – JRC) identifica i punti «caldi» delle apparecchiature elettroniche dal punto di vista dell’efficienza delle risorse. Ecco cosa si è scoperto nel caso di televisori e monitor a schermo piatto.

schermo_piattoProdotti riciclabili o a minor impatto ambientale

La metodologia prevede cinque fasi:

  1. caratterizzazione del prodotto;
  2. valutazione del suo impatto ambientale;
  3. identificazione dei punti «caldi» del prodotto;
  4. identificazione delle migliorie a livello di prodotto;
  5. valutazione delle politiche che possono essere attuate per migliorare l’efficienza delle risorse del gruppo di prodotti (ad esempio, televisori).

Il punto più “caldo” è quello in cui le apparecchiature elettroniche – che diventano sempre più rapidamente obsolete – diventano rifiuti: alla fine di quest’anno, tra televisori e monitor a schermo piatto, saranno 30 milioni gli apparecchi a fine vita!

Disassemblare per riciclare

E così, analizzando la fase del fine vita, si è scoperto che per disassemblare alcuni prodotti ci si impiega ben 5 volte di più che per altri! Questo ovviamente è un punto cruciale, perchè, se si fa presto a smontare un prodotto, i costi per il riciclaggio diminuiscono.

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La proposta quindi potrebbe essere quella di introdurre una nuova etichetta ecologica che contempli un parametro “tempo di disassemblaggio”: una misura che avrebbe l’effetto di obbligare i produttori a realizzare prodotti più facili da smontare.

La definizione di soglie relative al tempo di disassemblaggio potrebbe stimolare i gruppi di progettisti a esaminare in modo sistematico il problema della “facilità di disassemblaggio” durante il processo di progettazione

hanno affermato i ricercatori del JRC. Inoltre, si potrebbe ricorrere alla misurazione del tempo necessario a disassemblare specifiche classi di prodotti per stabilire i costi di riciclaggio e per ottenere un’informazione di base per l’etichettatura ecologica.

Altre misure proposte dai ricercatori in relazione ai televisori e ai monitor a schermo piatto sono la definizione di quantità minime di contenuto riciclabile delle grandi parti di plastica e l’introduzione di un requisito che imponga ai produttori di dichiarare la quantità di indio inclusa nei rispettivi schermi a cristalli liquidi. L’indio è un metallo pesante importante nei processi industriali, ma che attualmente non viene in genere recuperato dai beni elettronici.

Vuoi saperne di più? Leggi la ricerca completa sul sito JRC (in inglese)

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